Un incontro di tecnologie

Il primo aprile 2019, la COMTEM Comunicazione Digitale dell’Agenda Digitale Regionale  ha organizzato a Bologna, nella terza torre di Kenzo Tange, un interessantissimo incontro su chatbot e lintelligenza artificiale e il loro possibile ruolo nella trasformazione digitale in atto nella nostra PA.

Di rilievo  l’intervento di Sonia Bergamaschi  della Facoltà di ingegneria dell’Università di Modena che in maniera sintetica e chiara ha fatto una disamina dello stato dell’arte delle tecnologie coinvolte nel processo attraverso il quale si dà ad una domanda in linguaggio naturale una risposta corretta che magari non era stata pedissequamente prevista. Natural Language Processing, machine learning e deep learning, anche se le piattaforme rendono semplice creare un chatbot far si che questo sia realmente intelligente è certamente un altro discorso molto più complicato non tanto per le tecnologie quanto per la difficoltà di costruire ed aggiornare in modo dinamico e multidisciplinare delle basi di conoscenza sufficientemente complete. 

Di assoluto interesse anche l’esperienza di Francesca Gleria della Provincia autonoma di Trento già alla seconda edizione  della Hackabot basata sul vasto repository di dataset open data trentino (più di 6500). Il modello di valorizzazione dei dati aperti della provincia autonoma trentina è di grande interesse perchè è in grado di coinvolgere le risorse innovative all’interno della società (studenti, funzionari pubblici e imprese) intorno ad obiettivi condivisi di miglioramento della organizzazione pubblica e sociale.

Rosa Maimone e Andrea Nicolini della fondazione Bruno Kessler, sempre dalla regione trentina hanno poi illustrato una serie di applicazioni in ambito sanitario che Nicolini ha definito sistemi esperti, ma che non si fatica a riconoscere come sistemi di intelligenza artificiale. Tutte le appicazioni chatbot sono in grado di realizzare un efficace sistema di coinvolgimento dell’utente per stimolarne i comportamenti sanitariamente  virtuosi.

Durante la mattinata sono stati presentati anche due casi legati a Comuni emiliano romagnoli. Patrizia Grasselli di Reggio Emilia ha illustrato la sua esperienza su Telegram, datata ormai da un paio di anni che si è arricchita nel tempo di informazioni presenti nei dataset open data del Comune, e il Comune di Rimini, con Mauro Ferri, Giacomo Vespignani e Getano Lacitignola che hanno invece presentato il progetto di reingegnerizzazione dei totem digitali interattivi basandosi sulle tecnologie chatbot. Tale azione sperimentale è all’interno della scheda di azioni pilota che il laboratorio aperto si è dato in questa fase iniziale di attività.

La presentazione del progetto di ottimizzazione dei totem è nelle slide che alleghiamo qui di seguito: Progetto_ChatBot-1

Call to Action

Il progetto del chatbot per il totem ha bisogno di una interfaccia che sappia usare tutte le tecnologie di cui si è parlato all’incontro, questo è relativamente semplice, ciò che è difficile, e che è stato riconosciuto da tutti, è radunare  in un unico gruppo di progetto le molteplici e diversificate competenze in grado di arricchire la base di conoscenza del chat bot. Vogliamo a questo punto lanciare una call to action a tutti quelli che vogliono contribuire a creare le personalità dei chatbot riminesi: psicologi, sociologi, storici, filosofi, designer e, perchè no, anche informatici, che vogliano fare vivere, anche se solo solo virtualmente, il Chirurgo della Domus, Giulio Cesare, Federico Fellini o Giuseppe Verd,i se sono abbastanza folli possono rispondere alla nostra chiamata.

Vogliamo una comunità di riminesi appassionata della città e della sua storia e che abbia fiducia che con le nuove tecnologie la si possa ulteriormente valorizzare, se ti riconosci e vuoi divertirti con noi a costruire uno (o più) chatbot, rispondi a questa call!

Partecipa!

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